Ciao Pia

PIA RAME. UNA VITA DEDICATA ALLO SPETTACOLO

Quando era bambina, e già recitava nella compagnia teatrale del padre Domenico, si divertiva a disegnare costumi e vestiti per le sue bambole: costumi coloratissimi, luccicanti di strass e perline, ornati da volant e ricami.

 

Ho fatto l’attrice per anni (…) ma non avevo, dentro, il sacro fuoco. Mi piaceva invece vestire la gente, gli attori e le attrici, farli sembrare più belli, più felici.

 

Pia Rame inaugura a Milano, nel 1952 la sua sartoria; la famiglia Rame è titolare di una lunga tradizione teatrale che risale alla fine del ‘700.
L’attività della sartoria Pia Rame si lega indissolubilmente con la storia del teatro e della televisione italiana e sarebbe impossibile enumerare qui tutte le sue produzioni e gli artisti con cui ha collaborato.
E’ stata titolare di una cattedra di storia del costume, insegnando a giovani di diverse scuole. Inoltre, è stata autrice di un libro autobiografico di successo edito nel 1979 da Mondadori con il titolo “La Regina di Medò”.

 

La regina di Medò: un racconto della nostra vita, uno squarcio pieno di fantasia sulla nostra storia di gente di teatro, una realtà mai completamente finita che continua nei nostri destini che hanno preso strade e significati diversi, ma che restano sempre uniti da radici indistruttibili.

Pia…ride e riesce a piangere insieme, poi si ferma ed è triste con un bel sorriso. S’innamora perdutamente di uno, ma lo lascia lì, per giocare a carte con le amiche. Va in cucina e prepara un pranzo solenne come per un battesimo ma poi si mangia un panino in piedi. Si veste come una regina per mettersi a lavare i piatti. Lavora giorni e giorni senza dormire, poi dorme per due giorni col telefono vicino. Le piace sentire il telefono che squilla nel sonno senza rispondere; è pazza, concreta, casta, passionale, infedelissima, fedele, asessuata e carica d’amore, generosa fino a dar via la camicia che del resto non porta mai, urla espressioni irripetibili ma s’indigna alle scurrilità dette fuori tempo, è un’attrice brava, consumata, ma non sa recitare quando occorre l’ipocrisia. Si inventa bellezze morali e fantastiche in uomini che valgono meno d’un soldo, ma li pianta disperata quando s’accorge che ha inventato tutto lei. Un’immorale moralista; un’atea religiosa; una ragazza madre, orfana con madre a carico, divorziata prima ancora di sposarsi: questa è mia sorella. E La Regina di Medò la rispecchia con assoluta fedeltà.

Franca Rame