[BRINDISI] MELISSA, GLI OCCHI BELLISSIMI DI UN ANGELO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Abbiamo perso un Angelo.

Ma i tuoi occhi saranno sempre nei cuori degli italiani per bene.

Addio Angelo

[VIDEO] Franca Rame in "Caporale di giornata"

"Caporale di giornata" un film del 1958 di Carlo Ludovico Bragaglia
Con: Nino Manfredi, Maurizio Arena, Franca Rame, Rossella Como, Arturo Bragaglia, Dolores Palumbo, Isarco Ravaioli, Gisella Sofio, Bice Valori, Riccardo Garrone, Andrea Aureli, Gino Buzzanca, Franco Giacobini, Walter Santesso, Gianrico Tedeschi, Giampiero Littera, Aurelio Fierro, Renato Malavasi
 
caporale di giornata

Il debito pubblico in tempo reale

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Lega ladrona parecchio cafona di Lidia Ravera su IlFattoquotidiano di venerdì 18 maggio 2012

Chiedeteci quello che volete: tasse, vassallaggi e balzelli. Mettete l'imposta sulla prima casa, sulla seconda moglie, sulla cuccia del cane. Epurateci, esodateci, licenziateci. Metteteci in cassa integrazione, in prepensionamento senza pensione, in aspettativa del sonno eterno... ma non costringeteci a farci carico della voracità dei figli scemi, della disonestà dei loro padri: la paghetta di Renzo e Riccardo, il naso di Sirio, gli alimenti alla nuora divorziata, le multe, i viaggi, le discoteche, la scuola della moglie, il sindacato dell'amica... Abbiamo pagato caro tutto. La Padania è arciladrona, ma è riuscita a mantenersi cafona: Bossi "the boss" ha rubato e lasciato rubare, sempre restando fedele al suo stile country-pop. Scandaloso eppure accuratamente medio-basso: la famigliola col figlio tonto che non riesce manco a prendere un diploma, la moglie che spinge il figlio tonto nell'azienda di famiglia perché al padre è venuto un colpo e non si sa mai, meglio mettere quattro ormoni giovani a tenere la postazione. Peccato che un partito non è un'azienda. I soldi che i suoi figli hanno sprecato, Bossi non se li è guadagnati producendo insaccati. Glieli ha gentilmente concessi lo Stato.

E lo Stato siamo noi.

 

DARIO FO RACCONTA LA SATIRA con SALVATORE SETTIS - Lunedì 21 maggio 2012 ore 18.30 a Palazzo Reale

DARIO FO RACCONTA LA SATIRA con SALVATORE SETTIS
Lunedì 21 maggio 2012 ore 18.30
Palazzo Reale, Sala delle Otto Colonne
Ingresso libero (fino ad esaurimento posti)

 

 

Dario Fo incontra Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte, dal 1985 Professore ordinario di Storia dell’arte e dell’archeologia classica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa di cui, per undici anni, è stato anche Direttore. Polemiche le sue dimissioni da Presidente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici in seguito all’impossibilità dialettica con l’allora Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi sull’arte e la conservazione dei monumenti. Insieme daranno vita ad un dialogo sulla pittura, a partire dalle tecniche impiegate fino allo studio del tempo in cui hanno operato i Grandi Maestri del Rinascimento come Leonardo, Giorgione, Mantegna, Correggio e Michelangelo

 

Estratto dal monologo di Marco Travaglio alla trasmissione QUELLO CHE (NON) HO di lunedì 14 maggio su LA7

Stare seduti su una montagna di soldi pubblici, deputati, senatori, sindaci, presidenti di regioni e province, assessori, consiglieri, portaborse, consulenti, banche, enti, aziende, autoblu, aerei blu, elicotteri blu, authority, tv, giornali, chiudere porte e finestre del castello, e poi strillare: “Oddio, un Grillo, prendetelo!”

[STAMPA] Macao Milano, dopo lo sgombero Pisapia promette l’ex Ansaldo

macao
 
Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha deciso di intervenire sulla questione dello sgombero della Torre Galfa. Gli attivisti di Macao hanno protestato a lungo e alla loro voce si sono unite quelle degli utenti della rete, che si chiedevano perché Pisapia non intervenisse sulla questione. La rabbia è stata tanta da parte di coloro che si chiedevano per quale motivo il sindaco ha potuto permettere tutto questo. E in serata è arrivata la risposta del primo cittadino di Milano. Il sindaco ha deciso di intervenire nel corso dell’assemblea pubblica tra via Galvani e via Fara.

CHIAMATEMI STREGA - un bellissimo Monologo di Barbara Giorgi scritto per Franca Rame

Non importa chi sono. Non importa come mi chiamo. Potete chiamarmi Strega.

Perché tanto la mia natura è quella. Da sempre, dal primo vagito, dal primo respiro di vita, dal primo calcio che ho tirato al mondo.

Sono una di quelle donne che hanno il fuoco nell’anima, sono una di quelle donne che hanno la vista e l’udito di un gatto, sono una di quelle donne che parlano con gli alberi e le formiche, sono una di quelle donne che hanno il cervello di Ipazia, di Artemisia, di Madame Curie.

E sono bella! Ho la bellezza della luce, ho la bellezza dell’armonia, ho la bellezza del mare in tempesta, ho la bellezza di una tigre, ho la bellezza dei girasoli, della lavanda e pure dell’erba gramigna!

Per cui sono Strega.

Sono Strega perché sono diversa, sono unica, sono un’altra, sono me stessa, sono fuori dalle righe, sono fuori dagli schemi, sono a-normale…  sono io!

Sono Strega perché sono fiera del mio essere animale-donna-zingara-artista e … folle ingegnere della mia vita.

[STAMPA] Sgomberato Macao, il centro occupato nello stabile di Ligresti a Milano


Le forze dell'ordine sono entrate questa mattina e hanno identificato circa venti ragazzi. Il proprietario dell'immobile ha inviato anche un container affinché potessero trasferire i loro effetti personali. Sul posto anche Dario Fo
di Redazione Il Fatto Quotidiano | 15 maggio 2012

macao sgomberato
Le forze dell’ordine hanno sgomberato questa mattina la Torre Galfa, l’edificio di oltre cento metri d’altezza nel centro di Milano occupato una decina di giorni fa dai lavoratori dell’arte, ispirato all’esempio del Teatro Valle Occupato a Roma. Un’iniziativa che ha voluto attirare l’attenzione sulla mancanza di spazi sociali nel capoluogo meneghino, che ha ricevuto anche il sostegno di Dario Fo e altri artisti. Il premio Nobel è tornato anche questa mattina per esprimere solidarietà ai ragazzi del centro.
 

CARLA' E QUEL CHE RESTA DI SARKO' SENZA L'ELISEO di Pino Corrias

Considerando che Nicholas Sarkozy è 20 centimetri più basso di lei; che ha un ciuffo inguardabile; che ha il naso troppo grosso e gli occhi troppo piccoli; che non sa giocare a Polo, né a bridge; che è una pippa a golf; che si veste senza stile; che non ha charme neanche paragonato alla signora Merkel; che non capisce nulla di certe cantautrici che miagolano con la chitarrina dei sospiri; che non ha il fisico e che fa il bullo, protetto dalla scorta, vantandosi dei bicipiti altrui; considerando poi che non sa stare a tavola, non sa mai dove mettere i gomiti; che imperdonabilmente suda; che scrocca vacanze sugli yacht degli amici nababbi come un qualunque Formigoni; che non è poi tanto ricco anche se si è aumentato di due terzi lo stipendio, mentre la Nazione sprofondava nei debiti; considerando infine che i presidenti si svelano il giorno prima della vittoria, mentre le regine solo il giorno dopo la sconfitta, eccoci alla questione che ci sta più a cuore: quanti mesi e quanti avvocati impiegherà la gelida Carlà, con la chitarrina dei sospiri, a sbattere fuori dalla sua vita vincente, la triste parabola di un petit perdente?
 
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